lunedì 17 gennaio 2011

Moda primavera estate 2011. Segretarie molto personali.












Chi ha visto il film Secretary può anche smettere di leggere. Se invece vi manca, sappiate che le prossime tendenze sembrano ispirarsi proprio al film, non per il suo risvolto leggermente sadomaso, ma piuttosto per il guardaroba della protagonista, una superlativa Maggie Gyllenhaal alle dipendenze, nel più ampio significato del termine, di un convincente James Spader. Calarsi nei panni della segretaria perfetta non è così facile come sembra. Scordatevi stivali chilometrici (e chi se li può permettere), jeans a tubo della stufa, magliette incollate col vinavil e tutto quello che porta sulla strada impervia delle veline e fuori strada dallo stile. Una volta cadute nel fosso è difficile uscirne.

Si sono affacciate timidamente quest’inverno, ma la primavera è la stagione più adatta a questo stile. Camicette sottili, sciancrate o blusanti, abbottonate fino all’ultima asola per le integraliste e, per tutte le altre, maliziosamente aperte sul décolleté. Gonna-tubino senza fronzoli, ma anche pantaloni dal taglio maschile, se volete sentirvi affascinanti e misteriosamente franscesi, oppure avvitati e alla caviglia se le pin up e gli anni Cinquanta vi ammaliano.

Bandite le acconciature estreme, sfilate, scalate, scomposte. La segretaria deve essere sempre perfetta, meglio se con i capelli raccolti in un elegante chignon. E gli occhiali? Rigorosamente da vista (anche se ci vedete benissimo), neri, con la montatura extralarge che, a dispetto della logica, stanno benissimo anche a chi ha il viso piccolo, saranno il dettaglio che più vi permetterà di entrare nella parte.

Attenzione a non scivolare sulla scelta delle scarpe che, per essere in tema, non potranno alzarvi da terra più di cinque o sei centimetri, pena l’effetto segretaria erotica dei filmastri anni Settanta di serie B, davvero poco elegante. La segretaria rientra già di per sé come stereotipo nell’immaginario maschile, quindi l’eccesso virerebbe al ridicolo in un attimo.

La donna mite, rigorosa fino a risultare quasi severa, con lo sguardo al pavimento, timida e quasi impacciata, suggerisce talvolta risvolti inaspettati e stimola la fantasia. Se volete entrare nel mood dimenticatevi di portarvi dietro borse che sembrano valigie e di buttarle ovunque vi capiti. Borsetta è il termine esatto, antico forse, ma perfetto, tant’è che finalmente tornano le mezze misure, proporzionate, capienti ma non buchi neri dove stipare di tutto e di più. E anche la colonna vertebrale ringazia.

Semplicità è la parola d’ordine, bianco, beige e nero i colori, medie le lunghezze, le ampiezze e le altezze, understatement o, se preferite, low profile l’atteggiamento. Per riassumere: una donna di classe. Sexy, ma di classe.



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